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Campana
Campana CS, torre normanna

Campana
, paese della Presila Cosentina, è situato a circa 600 metri sul livello del mare con una superfice di 116,68 kmq.
Gli abitanti vengono detti Campanesi e sono circa 3000.




Municipio : Piazza del Parlamento, tel. 0983-93022 / 93191
Comando VV.UU. : c/o Casa Municipale tel. 0983-93277
Carabinieri : Via Piave, tel. 0983-93023
Guardie forestali: Via N. Ausilio, tel. 0983-93131
Ospedale: ASL n.3. Poliambulatorio, Via Insorti d'Ungheria, tel. 0983-968218
Guardia medica e poliambulatorio: presso l'Ospedale
Farmacia: Via Insorti d'Ungheria, tel. 0983-93000.

La Storia

Il paese vanta origini antichissime. La tradizione storiografica la identifica con l'antica Kalasarna o Kaliserna, di cui parla Strabone (Vl, 254.1,3). II toponimo, di origine greca, sembra essere mutato dalla pastorizia ivi praticata «Kalos-arnos», = bell'agnello: terra dei begli agnelli) o dalla natura accidentata e' ben difesa dalla sua posizione strategica «Kalos-arna» = bella roccaforte; o anche «Chala-arna» = rocca prominente).

Molti e di epoca diversa sono stati i ritrovamenti di materiale archeologico che vanno dai pochi oggetti dell'eta' del bronzo provenienti da Ronza vecchia, ai vasi e cocci con residui di scene pittoriche o a fondo nero rinvenuti nella zona di Caprella, Cozzo del Leone, Cozzo del morto.
Ad epoca bruzia risale una tomba a lastroni recentemente venuta alla luce in c.da S. Marina, mentre di epoca romana e' quella scoperta in c.da Pignataro, il cui corredo e' ora esposto al Museo di Crotone.
Una ricca collezione di ben 78 monete greche e romane di cui 16 non identificabili per il cattivo stato di conservazione, e' stata rinvenuta nel 1934 in c.da Torracca ed e' in parte (17 pezzi) fruibile nel Museo di Reggio Calabria.
Segni di civilta' rupestre con grotte intercomunicanti scavate nella roccia si notano inoltre in c.da Onrnarito.
Circondato da numerosi casali di agricoltori e pastori (Francavilla, S. Pietro, S. Iapico, S. Giovanni la Fontana, S. Lorenzo), di cui oggi restano solo le toponomastiche, Kaliserna divenne Campana probabilmente nel IX-X secolo, al tempo delle incursioni piratesche dei saraceni, che attraverso il Fiume Nicà (antico Hylias?) si spingevano nell’interno per le loro scorribande. Il pericolo pressante provocò certamente l’inurbamento di molti casalini verso il centro strategicamente meglio arroccato. In età normanna il nome di “Terra della Campana” designa il centro strategico fortificato o “ Castrum”.
Il nuovo toponimo «terra Campanae» si trova citato la prima volta nei Registri Angioini al tempo della sua infeudazione. Primo intestatario sembra essere stato il francese Biviano di Clarence, cui successe Guglielmo Enardi di Bayrano. Nel 1271-72, alla morte di quest'ultimo, la Curia lo concesse a Guglielmo Brunello, vice maresciallo del Regno di Napoli.

Dopo un breve periodo durante il quale il feudo fu di Muzio Matera, dal 1417 Campana lega la sua storia feudale alla contea di Cariati. Si susseguono come intestatari Polissena Ruffo, la sorella Covella, Marino Marzano. Tornata per poco al regio demanio, dal 1479 restò infeudata a Geronimo Riario (1479-82), Geronimo Sanseverino (1482-85). Nell'anno 1505 il feudo venne concesso a Giovambattista Spinelli «in remunerazione di sua fedeltà et servitù» alla casa aragonese. Gli Spinelli, a parte una parentesi nel 1534, tennero Campana fino al 1678, anno in cui Carlo Spinelli, fortemente indebitato, la cedette insieme a Bocchigliero al barone Alessandro Labonia di Rossano per 43.000 ducati.
Nel 1694 il feudo venne acquistato da Bartolo Sambiase, la cui famiglia lo mantenne col titolo di principe fino alle leggi eversive del 1806. Durante il decennio francese (1806-15) divenne capoluogo di circondario nel distretto di Rossano ed ebbe la Pretura col carcere mandamentale.
Fu anche sede notarile fino a poco tempo addietro.

Dopo i terremoti del 1825 e 1836 si innescò il processo di sviluppo che diede al paese l’attuale configurazione urbanistica con la nascita dei nuovi popolosi rioni del Convento e di S. Croce e con la recente proiezione verso la Sila (zone Argutolo e S. Leonardo).

 

 

 

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